Se c'è una festa che spiega la Grecia meglio di qualsiasi altra, è la Pasqua. Non il Natale, non il Capodanno: la Pasqua ortodossa è il momento dell'anno in cui i paesi si riempiono, chi vive ad Atene torna al villaggio dei genitori e per qualche giorno tutto il resto si ferma.
Una data che si muove
La prima cosa da sapere è che la Pasqua ortodossa segue un calcolo diverso da quella cattolica: alcuni anni coincidono, molto più spesso cade una o più settimane dopo. Chi programma un viaggio in primavera in Grecia fa bene a verificare in anticipo la data dell'anno in corso, perché condiziona tutto: traffico, disponibilità, orari di negozi e uffici.
La settimana santa
I giorni che contano davvero sono gli ultimi tre. Il Venerdì Santo, la sera, in ogni paese si svolge la processione dell'Epitaffio: il feretro simbolico di Cristo, decorato con i fiori dalle donne della parrocchia, viene portato per le strade seguito dai fedeli con le candele. Nei paesi piccoli la processione attraversa tutto l'abitato ed è un momento di grande partecipazione, anche da parte di chi in chiesa non ci va mai.
Il Sabato Santo la funzione arriva a mezzanotte con l'Anastasi, l'annuncio della resurrezione: le luci si spengono, la fiamma passa da candela a candela fino a riempire la chiesa, e all'esterno partono fuochi d'artificio e petardi. Subito dopo, a casa, si rompe il digiuno con la magiritsa, la zuppa tradizionale, e con le uova rosse che si sfidano a colpi di guscio.
La domenica dell'agnello
La domenica è la giornata all'aperto. In tutta la campagna greca si accendono gli spiedi per l'agnello, si mangia in famiglia dalla tarda mattinata fino al pomeriggio, si beve, si canta e si balla. È il pranzo più lungo dell'anno, e in un paese come quelli della Messenia il profumo arriva ovunque.
Se si viaggia in quei giorni
Viaggiare in Grecia durante la settimana di Pasqua ha vantaggi e svantaggi. Il vantaggio è evidente: si assiste a qualcosa di autentico, che non è organizzato per i turisti. Lo svantaggio è pratico: molti negozi e servizi chiudono nei giorni centrali, gli spostamenti verso i paesi sono intensi e conviene fare la spesa in anticipo.
Il clima, in compenso, è ideale: la Messenia in primavera è verde, fiorita, con temperature miti e una campagna che nelle settimane successive comincia già ad asciugarsi. È anche il momento in cui le spiagge sono ancora deserte.
La tavola dei giorni di festa
La Pasqua greca ha una sequenza di piatti abbastanza precisa. Le settimane precedenti sono di digiuno, che nella pratica ortodossa significa astensione da carne, latticini e uova: è il periodo in cui la cucina di magro dà il meglio, con verdure, legumi e piatti a base di erbe selvatiche.
La rottura del digiuno avviene subito dopo la funzione di mezzanotte del Sabato Santo, con la magiritsa, una zuppa preparata con le frattaglie dell'agnello, uova e limone. È un piatto che divide anche i greci, ma è il segnale che la festa è cominciata. Sul tavolo ci sono le uova tinte di rosso, che si sfidano a colpi di guscio, e il tsoureki, il pane dolce intrecciato.
La domenica è la giornata dell'agnello allo spiedo, cotto lentamente per ore all'aperto, e del kokoretsi. Si mangia in famiglia dalla tarda mattinata, e si va avanti.
Il consiglio pratico
Chi soggiorna in una casa con cucina e barbecue nei giorni di Pasqua ha un vantaggio: può fare la spesa prima, perché nei giorni centrali della festa molti esercizi chiudono, e organizzarsi in autonomia. Le macellerie nei giorni precedenti sono affollatissime e lavorano quasi solo su agnello: conviene muoversi con anticipo e senza fretta.
Primavera in Messenia
Con la cucina attrezzata e l'area barbecue in giardino, la casa si presta bene ai giorni di festa. Due camere, fino a sei ospiti, tra ulivi e alberi da frutto.