C'è una versione della Messenia che chi viene solo in agosto non vede mai. È quella di aprile e maggio, di settembre e ottobre: stessa costa, stesso mare, ma senza la compressione dell'alta stagione. Per molti è semplicemente la versione migliore.
Le spiagge
La differenza più evidente è questa. Voidokilia in un giorno feriale di maggio o di ottobre è quasi deserta: si cammina lungo tutto l'arco della baia senza incontrare nessuno, e la forma a omega si apprezza come in nessun altro momento. Lo stesso vale per le calette minori lungo la costa, che d'estate richiedono di arrivare presto e fuori stagione semplicemente non richiedono niente.
Sul fronte della temperatura dell'acqua, settembre e la prima metà di ottobre sono i mesi in cui il mare è più caldo dell'intera stagione: ha accumulato calore per tre mesi e lo restituisce lentamente. In primavera è il contrario — a maggio l'acqua è ancora fresca, e serve un po' di convinzione.
I siti e le fortezze
Camminare per l'Antica Messene, salire al Castello di Navarino o girare la fortezza di Methoni con venticinque gradi invece di trentotto cambia radicalmente l'esperienza. Sono tutti luoghi ampi, in gran parte scoperti, e in piena estate impongono orari rigidi. In mezza stagione si visitano quando si vuole e con calma.
Va tenuto presente che gli orari di apertura dei siti archeologici greci sono in genere ridotti nella stagione invernale rispetto a quella estiva: è l'unica cosa da verificare in anticipo.
I paesi
Fuori stagione i paesi della Messenia tornano a essere quello che sono tutto l'anno. Le taverne che restano aperte lavorano soprattutto per la gente del posto, il ritmo si allunga, e chi arriva viene notato — nel senso buono. È il periodo in cui si finisce per parlare con qualcuno, cosa che a metà agosto non succede.
In autunno, poi, la campagna è al lavoro con la raccolta delle olive, e questo dà a tutta la provincia un'attività che d'estate non ha.
Cosa mettere in conto
Le mezze stagioni chiedono un po' di flessibilità. Alcune attività stagionali sulla costa riducono l'orario o chiudono, e il meteo è meno prevedibile: in primavera e in autunno può piovere, e conviene avere in valigia una giacca leggera e un piano B per una giornata al coperto.
In compenso i costi di viaggio scendono sensibilmente, le strade sono libere e non serve prenotare nulla con mesi di anticipo.
Cosa resta aperto
La domanda che si fanno tutti prima di prenotare fuori stagione è se troveranno qualcosa di aperto. La risposta, in Messenia, è generalmente sì: a differenza di certe isole, questa è una zona abitata tutto l'anno, con un'economia agricola che non dipende dal turismo. I paesi funzionano, i negozi ci sono, le taverne che lavorano per la gente del posto restano aperte.
Quello che si riduce è l'offerta stagionale sulla costa: alcuni locali affacciati sulle spiagge chiudono, così come parte delle attività di noleggio ed escursione. Per i siti archeologici e le fortezze cambia l'orario, che nella stagione invernale è più corto.
Il valore della luce
C'è un motivo estetico, oltre che pratico, per venire nelle mezze stagioni. In aprile-maggio e in ottobre il sole è più basso e la luce è morbida per gran parte della giornata, non solo all'alba e al tramonto. Le fotografie che si portano a casa da un viaggio di ottobre sono, semplicemente, migliori di quelle di agosto.
Lo stesso vale per il paesaggio: le colline dell'entroterra in primavera hanno un verde che d'estate è impensabile, e in autunno la campagna al lavoro nella raccolta delle olive dà alla zona un'attività che nelle cartoline non si vede mai.
Una casa che funziona tutto l'anno
Aria condizionata, cucina completa e Jacuzzi esterna: fuori stagione la villetta è il posto giusto per godersi la Messenia in silenzio.